Aspetti spettroacustici delle voci di sostituzione nelle laringectomie totali: variazioni culturali

Carla e Pina

Il paziente che ha subito un intervento di laringectomia totale può usufruire di varie  alternative per tornare a comunicare. La più impiegata ad oggi è la protesi fonatoria, una valvola unidirezionale impiantata tra trachea ed esofago che consente di deviare verso il tratto vocale l’aria proveniente dai polmoni e di produrre una neo-voce mediante la vibrazione di una neo-glottide, localizzata in una porzione dell’esofago.

Lo scopo del nostro lavoro è stato indagare alcuni aspetti della qualità vocale delle voci di sostituzione, sondando il tema dei regionalismi e l’applicabilità di questa voce nel quotidiano culturale.

Sono stati analizzati  e confrontati campioni vocali in italiano e in sardo, di pazienti portatori di protesi fonatoria da almeno un anno e mediante l’utilizzo di opportuni questionari, è stata approfondita la differenza tra linguaggi e dialetti, la facilità di utilizzo e di timbratura della voce nei suo aspetti formantici, dimostrando che l’emissione in dialetto si presenta più timbrata e con una maggiore fluidità e continuità rispetto all’ italiano.  Anche i risultati relativi all’autopercezione confermano una preferenza dell’uso del dialetto rispetto all’italiano, per cui il paziente riferisce un maggior livello di comfort e confidenza con il nuovo registro vocale.

Restano molti limiti: i dati non sono ancora statisticamente validabili né ripetibili data l’estrema variabilità dialettale, inoltre mancano dati normativi per la classificazione spettrografica, tarata ad oggi solo su voci laringee.

La voce prodotta mediante protesi fonatoria, tuttavia, ha una sua modificabilità e duttilità di cui ci rendiamo conto nella clinica e nella quotidianità del paziente che ci porta a interrogarci sull’attuale struttura dei percorsi logopedici proposti, talvolta privi di un adeguato approfondimento socio-ambientale e ci spinge lavorare per arricchirli tenendo conto delle reali necessità comunicative dei pazienti.

 

A cura delle dott.sse Pina Frau e Carla Ingelido